Avventura in Sardegna: 10 Giorni a Caccia di Spot Segreti con Capitan Cinelli
Un diario di bordo tra Capo Figari, Tavolara e Molara, alla ricerca dei migliori sopt, in compagnia di un lupo di mare e tanta passione.
La Sardegna non è solo spiagge caraibiche e vita mondana. Per chi, come noi, ha la pesca che scorre nelle vene, è un paradiso inesplorato, un dedalo di coste, secche e batimetriche che promettono avventure indimenticabili. Con questo spirito, siamo partiti per una spedizione di 10 giorni nel nord-est dell’isola, un viaggio con un obiettivo preciso: scovare nuovi spot per la cattura di prede tanto ambite quanto affascinanti. Ad accompagnarci in questa avventura, due figure d’eccezione: l’esperto Capitan Cinelli, un uomo che conosce il mare, e Alessandro, un amico e pescatore dal talento indiscutibile.
Base alla Marina di Puntaldia: L’Inizio della Nostra Avventura
Il nostro campo base è stato il pittoresco la marina di puntaldia, un punto strategico, vicini a casa, che ci ha permesso di raggiungere con facilità le zone di nostro interesse: l’imponente promontorio di Capo Figari, l’area marina di Tavolara e Molara, e i suggestivi scogli de “I Tre Fratelli”. Ogni alba era una promessa, ogni tramonto un bilancio di scoperte e di catture.
I primi giorni li abbiamo dedicati all’esplorazione dei fondali misti di sabbia e posidonia nelle zone vicine. Qui, il nostro obiettivo primario erano i pagri. Con la guida di Capitan Cinelli, abbiamo scandagliato con attenzione le batimetriche tra i 20 e i 40 metri, alla ricerca di quelle “macchie” sull’ecoscandaglio che tradivano la presenza di mangianza e, di conseguenza, di predatori. La tecnica che ci ha regalato maggiori soddisfazioni è stata il bolentino, con terminali sottili e esche freschissime, con piccoli tranci di calamaro. Le catture si sono fatte attendere: uni pagro di taglia, dalla livrea rosata inconfondibile, ha messo a dura prova le nostra attrezzatura e la nostra abilità.
Le Notti Magiche a Caccia di Calamari
Al calar del sole e all’alba, lo scenario cambiava completamente. Le canne da bolentino lasciavano il posto a quelle da tataki, e la nostra attenzione si spostava sui calamari. La tecnica dell’tataki, che consiste nel recuperare artificiali a forma di gambero (le totanare) con piccoli strappi e pause, si è rivelata micidiale. Abbiamo scoperto che i calamari di questa zona prediligono le totanare dai colori naturali e poco appariscenti, è stato anche una sorpresa scoprire i calamari in caccia nelle ore diurne.
Navigando nell’Area Marina di Tavolara e Molara
Una parte significativa della nostra vacanza è stata dedicata all’esplorazione delle acque cristalline dell’Area Marina di Tavolara e Molara. È fondamentale sottolineare l’importanza di pescare in queste zone nel pieno rispetto dei regolamenti. Ci siamo quindi informati preventivamente sulle normative, scoprendo che la pesca sportiva è consentita nella Zona C, con lenze e canne da fermo, previa autorizzazione.
Proprio in queste acque, abbiamo avuto la fortuna di imbatterci in alcuni degli spot più promettenti. Navigando a ridosso degli scogli de “I Tre Fratelli”, tra Molara e Molarotto, abbiamo individuato delle secche che si sono rivelate un vero e proprio santuario per i pagri. Le tocche decise e le fughe potenti di questi sparidi ci hanno regalato scariche di adrenalina pura.
Anche per i calamari, le acque intorno a Molara si sono dimostrate estremamente generose. Al tramonto, ci siamo posizionati su fondali di circa 30 metri e abbiamo calato le nostre lenze a tataki, una tecnica che prevede l’utilizzo di più totanare in serie.
Dieci Giorni di Passione e Amicizia
Questa vacanza di pesca in Sardegna è stata molto più di una semplice battuta di pesca. È stata un’immersione totale nella natura selvaggia e incontaminata di quest’isola, un’occasione per apprendere i segreti del mare da un vero esperto come Capitan Cinelli.
Torniamo a casa con un bagaglio carico di ricordi indelebili, di albe infuocate, di combattimenti emozionanti e della consapevolezza di aver scoperto nuovi, preziosi spot che custodiremo gelosamente. La Sardegna ci ha stregati ancora una volta, e già non vediamo l’ora di tornare a solcare le sue acque cristalline, alla ricerca della prossima avventura.
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